Violento terremoto colpisce la Turchia, si temono mille morti

di Alfred Kola
Un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito l'est della Turchia, nella zona del lago di Van, causando decine di morti e centinaia di feriti. Ma il bilancio finale sarà decisamente più drammatico: si temono oltre mille vittime ed alcuni esperti citano cifre ancora più devastanti.
Nella provincia montagnosa al confine con l'Iran, una zona sismica come tutta la Turchia già devastata in passato da disastrosi terremoti, sono crollati decine di edifici e si scava nel tentativo di salvare gente intrappolata sotto le macerie.
«Ci sono molte vittime. Parecchi edifici sono crollati, c'è tanta distruzione», ha riferito alla televisione turca Ntv il sindaco di Ercis. «Abbiamo urgente bisogno di aiuto, di medici», ha aggiunto. Nella cittadina sono crollati venticinque condomini e un dormitorio.
I morti accertati a Ercis sono 117, 100 quelli nella città di Van. Mezzi dell'esercito e della mezzaluna rossa sono all'opera nell'area colpita, dove si è recato anche il premier Erdogan. Israele, in crisi diplomatica con la Turchia, offre il suo aiuto umanitario, ma Ankara ha rifiutato.
Le conseguenze del terremoto potrebbero essere davvero disastrose in un paese come la Turchia, dove molte case sono state edificate non nel pieno rispetto delle norme, è il commento dei sismologi citati dalle televisioni. Si parla di 500-1000 vittime, ma alcuni esperti in sismologia avvertono di un bilancio di 10.000 morti.
La Turchia è un paese notoriamente a rischio terremoto. Nei mesi di agosto e novembre del 1999, due forti scosse provocarono la morte di circa 20mila persone.
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